Socrate, l’amore è mancarsi sempre... Chi è
Eros?, si domanda. E’ amore di qualcosa, desiderio di qualcosa. Ma se
lo desidera, significa che non lo possiede. Ne consegue che noi amiamo
soltanto ciò che non abbiamo. Cosa mi sta dicendo, quell’uomo
petulante? Che appena ottengo qualcosa, io smetto di amarla? In effetti
è proprio questo l’interrogativo che anima buona parte delle lettere
che arrivano alla posta del cuore. L’energia dell’amore chiedono i tanti
cuori abbandonati o traditi - si esaurisce con la conquista oppure
esiste un modo per trattenerla anche in seguito? Dopo avere seminato il
panico per i millenni a venire, Socrate sembra indicare una via
d’uscita. Certo, un povero ama la ricchezza perché non la possiede. Però
anche un ricco può amare la ricchezza e un sano la salute. Nel senso
che amano poterle avere anche in futuro: in una dimensione temporale,
cioè, in cui non le possiedono ancora. Perciò è possibile continuare ad
amare una persona anche dopo averla conquistata. Succede quando desideri
conquistarla anche in futuro. E’ la tensione verso un obiettivo non
ancora raggiunto che tiene in vita Eros. Bisogna sempre essere affamati,
direbbe Steve Jobs. L’amore vive finché si fanno progetti e sogni in
suo nome. Finché si coniugano i verbi al futuro. Finché coloro che si
amano non smettono mai, almeno un po’, di mancarsi.....
Massimo Gramellini - Simposio di Platone (IV sec. a.C.)
Discorso di Socrate (prima parte)
Il cuore sarà la bilancia su cui pesare il cielo come un albero piantato in terra con radici profonde e teso con i rami al cielo più alto
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martedì 16 luglio 2013
La verità, vi prego, sull'amore
Dicono alcuni che amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
e alcuni che è un'assurdità
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.
Assomiglia a una coppia di pigiami
o al salame dove non c'è da bere?
Per l'odore può ricordare i lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un prugno
o è lieve come morbido piumino?
È tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull'amore.
Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po' di pace?
La verita' grave, vi prego, sull'amore.
Sono andato a guardare nel bersò
lì non c'era mai stato;
ho esportato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l'aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio
e non era nemmeno sotto il letto.
Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull'amore.
Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull'amore
Wystan Hugh
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
e alcuni che è un'assurdità
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.
Assomiglia a una coppia di pigiami
o al salame dove non c'è da bere?
Per l'odore può ricordare i lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un prugno
o è lieve come morbido piumino?
È tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull'amore.
I manuali di storia ce ne parlano
in
qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a
bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna
nelle
cronache dei suicidi
e l'ho visto persino
scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.
Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po' di pace?
La verita' grave, vi prego, sull'amore.
Sono andato a guardare nel bersò
lì non c'era mai stato;
ho esportato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l'aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio
e non era nemmeno sotto il letto.
Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull'amore.
Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull'amore
Wystan Hugh
sabato 6 luglio 2013
Vietato arginare l'Amore
vietato arginare
l'amore
vietato arginare l'Amore
quando la piena improvvisa
travolge il ciottolo
non più inerte silenzioso
quando la piena improvvisa
travolge il ciottolo
non più inerte silenzioso
rischioso affondare
l’amore
in mari oscuri di pesci d’oro
e alghe dove tranelli tessono
alberi di carene abbandonate
in mari oscuri di pesci d’oro
e alghe dove tranelli tessono
alberi di carene abbandonate
esaltante lanciarlo fino
ai cieli
ad avvampare pulviscoli di stelle
ad incrociare orbite alte
fuggenti di pianeti
ad avvampare pulviscoli di stelle
ad incrociare orbite alte
fuggenti di pianeti
di tenebra e di luce sarà
il mio
sommerso come la goccia
lenta di sale
che alza cristalli di roccia
nelle caverne
che alza cristalli di roccia
nelle caverne
splendente come la
chioma
guizzante di cometa che ardita
non teme il Sole
guizzante di cometa che ardita
non teme il Sole
*
misura dell’amore è la
perdita
l’assenza
la trappola improvvisa
di un ricordo
che afferra e strugge
l’assenza
la trappola improvvisa
di un ricordo
che afferra e strugge
misura della perdita è
l’insistere
della presenza
l’ago di rame
che dal silenzio
scintilla e punge
della presenza
l’ago di rame
che dal silenzio
scintilla e punge
presenza non è
semplicemente
stare
stare
è il cerchio che non
chiude
il ritorno
la spirale infinita
dell’eterno venire
e dell’andare
il ritorno
la spirale infinita
dell’eterno venire
e dell’andare
*
incredibile come l’amore
inganni
pensa desiderar re Marco e
nel colmo
dell’amplesso sente lontane epoche
diverse presenze - il fantasma improbabile
che ogni surrogato grida, resuscita
dell’amplesso sente lontane epoche
diverse presenze - il fantasma improbabile
che ogni surrogato grida, resuscita
duro tormento l’anima le
stringe
vive - ma nostalgia mortale di attimi
perduti le viscere sconvolge
vive - ma nostalgia mortale di attimi
perduti le viscere sconvolge
dentro la primavera
gelida
rosa schiudono olezzanti gli arbusti
- empia pioggia attanaglia, sferza
rosa schiudono olezzanti gli arbusti
- empia pioggia attanaglia, sferza
venga un giorno di sole,
aria tiepida
voli conduca rapida alla finestra
spuntar di fiori, col vento respirare
con le gemme rinascere del bosco
voli conduca rapida alla finestra
spuntar di fiori, col vento respirare
con le gemme rinascere del bosco
e che il cuore abbia pace
Tristano dimentichi
*
Albero amico che ormai
spoglio
più non nascondi l'anima. Grande eri
e verde, ospitavi nel folto canti d'uccelli
al soffio estivo muovevi le fronde.
Maestoso eri e fresco, ma più attraente
più non nascondi l'anima. Grande eri
e verde, ospitavi nel folto canti d'uccelli
al soffio estivo muovevi le fronde.
Maestoso eri e fresco, ma più attraente
è la tua scarna
bellezza.
Sei a nudo, sei essenziale.
Sei a nudo, sei essenziale.
Mi poserò sotto il
groviglio
dei tuoi rami, con pazienza
conterò i sottili intrecci
e note diverranno le nodosità
dolci del tuo corpo snello.
dei tuoi rami, con pazienza
conterò i sottili intrecci
e note diverranno le nodosità
dolci del tuo corpo snello.
*
È - questo intenso amore
-
campo rosso di fragole
d'acre dolcezza profumato.
È di limone fiore, di frutto
aspro allegro mi stordì
d'aroma forte assaporato.
Emana acre pari intenso odore
l'aspro tuo intenso profumato
amore.
campo rosso di fragole
d'acre dolcezza profumato.
È di limone fiore, di frutto
aspro allegro mi stordì
d'aroma forte assaporato.
Emana acre pari intenso odore
l'aspro tuo intenso profumato
amore.
*
Per amarti ho superato il
confine della protezione
reso libertà la solitudine. Dato ali più forti all'ape
paga del giardino. Non è stato difficile -
il brulichio domestico da tempo aveva preparato
il favo.
reso libertà la solitudine. Dato ali più forti all'ape
paga del giardino. Non è stato difficile -
il brulichio domestico da tempo aveva preparato
il favo.
Dal ronzio blu di lavanda
l'ape rischiò decisa
alla corolla del fiore esotico. Alla geometria esatta
delle celle lo sconquasso del volo ora deposita -
il giallo dorato esplodere di nuovi lontani
nettari.
alla corolla del fiore esotico. Alla geometria esatta
delle celle lo sconquasso del volo ora deposita -
il giallo dorato esplodere di nuovi lontani
nettari.
Quelle tue gocce
pure
limpide
caramellate di Sole
limpide
caramellate di Sole
*
Impudico linguaggio
che non cessi di
carezzarmi, con mano
audace sovente mi svesti.
Parimenti impudica
la risposta che con lenta
diffusione ogni volta
intera mi spoglia.
che non cessi di
carezzarmi, con mano
audace sovente mi svesti.
Parimenti impudica
la risposta che con lenta
diffusione ogni volta
intera mi spoglia.
*
Dentro una strada di
Sevilla
zingara non richiesta mi cantò
- Pobre de tí, está un amor
de fuego dentro tu vida! -
Vent'anni appena, quell'amore
non lo sapevo ancora.
zingara non richiesta mi cantò
- Pobre de tí, está un amor
de fuego dentro tu vida! -
Vent'anni appena, quell'amore
non lo sapevo ancora.
Assorta osservo il solco
fondo
nella mano, l'inestinguibile
mia linea netta, decisa.
Stinti alle tempie i capelli
- pobre de mi - conosco bene
quell'amore. E brucia.
nella mano, l'inestinguibile
mia linea netta, decisa.
Stinti alle tempie i capelli
- pobre de mi - conosco bene
quell'amore. E brucia.
*
Finisce - l'estate -
nella prima foglia secca
che volteggia in agosto
nella prima foglia secca
che volteggia in agosto
lo scricchiolio
nell'erba
quella chiazza marrone
nel prato a forza verde
quella chiazza marrone
nel prato a forza verde
- quella piccola crepa
nel mallo ormai maturo
dell'innamoramento -
nel mallo ormai maturo
dell'innamoramento -
quell'annuncio
dell'ombra
nel pieno esplodere del giorno.
nel pieno esplodere del giorno.
Non occorre novembre
per toccare l'autunno
per toccare l'autunno
lo racconta la polpa
carnosa
nell'agguato sfatto dolciastro
del piccolo verme.
nell'agguato sfatto dolciastro
del piccolo verme.
*
Al sole di febbraio
oggi ho sentito
il primo annuncio
della primavera.
Voci alterne d'uccelli
e una leggera brezza
che complice e gradita
trasmetteva della bella
stagione la certezza.
oggi ho sentito
il primo annuncio
della primavera.
Voci alterne d'uccelli
e una leggera brezza
che complice e gradita
trasmetteva della bella
stagione la certezza.
Laura Ricci - La Strega poeta (LietoColle, 2008), Voce alla Notte (LietoColle,
2006), Le quattro stagioni (Rebellato, 1984)
martedì 2 luglio 2013
venerdì 28 giugno 2013
Non giudicare ogni giorno dal raccolto che mieti. Giudicalo dai semi che pianti!
Non giudicare ogni giorno dal raccolto che mieti. Giudicalo dai semi che pianti!
Chiunque può arrendersi, è la cosa più semplice del mondo. Ma resistere quando tutti gli altri si aspettano di vederti cadere a pezzi, questa è la vera forza.
Non aspettarti nulla, ma sii pronto a tutto...
Chris Bradford "La via della spada.
Young samurai"
mercoledì 26 giugno 2013
La nostalgia del Cielo. Come un albero piantato in terra con radici profonde e teso con i rami al cielo più alto
La parola di Kikuo Takano: «è radicata nelle cose: il
mondo la abita e la percorre nelle sue forme, nei suoi doni, nella sua
luce, nei suoi spazi. Ma, attraverso le cose, la parola di Takano aspira
all’altrove, come un albero piantato in terra con radici profonde e
teso con i rami al cielo più alto. Questa tensione è anche un movimento
d’amore: mentre interroga il mistero dell’Essere, Takano non dimentica
mai gli esseri concreti: uomini, animali, fiori, frutti, foglie». (Lagazzi)
Scrivere poesie «vuol dire innanzitutto soffermarmi con uno
stupore profondamente fresco, di fronte a ciò che esiste, accettare
insieme la molteplicità e la continuità degli esseri, fissare su di loro
lo sguardo fino a quando svaniscono. La poesia era per me l’unica via
per incontrare il senso e la bellezza misteriosa dei legami tra gli
esseri, legami che più fissavo più perdevo (ma tutto diventava limpido):
era la via misteriosa in cui era possibile trovare un grande conforto».
Lo «stupore
fresco» davanti alla realtà è il germoglio di una “povertà” «mai spoglia
di bellezza» (D.Rondoni), «Se fisso un
albero che ha la cima tesa al cielo e la radice sprofondata a terra,
osservo come due forze divergenti convergano in una: il risultato è
l’albero in piedi, senza che si possa distinguere tra il desiderio del
cielo e quello della terra».
«Ma non potremmo avere anche noi
un’anima / con cui tendere al cielo? / non potremmo avere un’anima /
piccola ma decisa / a riflettere il cielo, / come l’acqua torbida dello
stagno?».
«Il cuore sarà la bilancia / su cui
pesare il cielo, l’invisibile cielo?».
«Poi negli oscuri / alti fondali, è proprio vero! /
dal basso verso l’alto / cade neve, / dal basso candida neve / all’alto
cade».
Il tumulto delle
cose sfronda aperture nuove, aperte al balzo e alla raccolta delle
stelle: «Guizzanti come frutti d’acetosella, / dei fanciulli s’immergono
nel mare, / colgono le asterie e le lanciano al cielo / gridando d’aver
preso le stelle».
«Ma la mia anima è un foro / senza
fondo, mai colmato / da ciò ch’è palpabile e visibile. / Se tu sei senza
limiti, / l’infinito / che non si può toccare né vedere, / ti voglio,
voglio te, / come lo scemo / che aspetta il mattino / e lo desidera
intenso – / voglio soltanto te». Mi trasformo in arco, sono proprio
l’arco / sui cui poggia la freccia ancora accesa / che ha bruciato ogni
mestizia, / e la punta dilatata verso di te. / Per scrutare l’invisibile
incendio / se tu sei invisibile, / per scrutare l’infinito incendio /
se tu sei infinito, / se tu sei assente, ma tanto / assente da non
potere neppure ardere, / voglio scrutare questa infiammata assenza, / e
davvero chiunque tu sia, / ti penso insieme all’illogicità / che in te
arde». Il «wabi»,
nocciolo di semplicità e altezza, «è ardente di tutta la esperienza
della desolazione della terra, eppure non piega il soggetto a
corteggiare l’afasia o la cenere, come avviene in altri». (D.Rondoni).
Ci muoviamo in questa povertà mendicante, verso l’Altro, l’Assoluto, in cammino su un sentiero aperto e la tensione verso Dio, per cercare «di afferrare
l’azzurro / del mare»: «Come gli alberi che chiedono / sulla cima la
luce / e la negano alla radice, / perché anch’io vivo / cercando Dio con
le parole, / respingendolo dall’anima». In tutti noi c'è un luogo di attesa,
di dramma inconcluso, di «infiammata assenza», molto simile al
«quasi nulla» leopardiano, e Takano, per dirlo con le parole di Annamaria Ferramosca: «scrive poesia contando su tre solidi
cardini di identificazione della parola: poesia come costante domanda di
senso, attesa tenace di assoluto; poesia come unica via per l’ascolto
del mistero che attraverso gli esseri, […] poesia infine, come
incessante lavoro sul “rinascere insieme”, riconoscendo quei barlumi di
senso nelle immagini del quotidiano, della natura, metafore semplici, da
cui Takano fa sgorgare senso […] così scarno a volte da sfiorare la
purezza del sacro».
Alla sete è promesso un liquido delizioso
La melagrana
che serba i segreti
delle sue perle
aspetta sempre
che tu peli
la sua buccia lucente.
Alla sete è promesso
un liquido
delizioso.
Maram Al–Masri
che serba i segreti
delle sue perle
aspetta sempre
che tu peli
la sua buccia lucente.
Alla sete è promesso
un liquido
delizioso.
Maram Al–Masri
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